Esplorare museo del cristianesimo in slovenia 

Simposio internazionale
Il ruolo dei monaci nella formazione dell'identità culturale europea sull'esempio di benedettini, certosini e cistercensi
 
Martedì, 14 aprile 2015, a Stična, tra le 9 e le 17 ha avuto luogo il simposio internazionale dal titolo "Il ruolo dei monaci nella formazione dell'identità culturale europea sull'esempio di benedettini, certosini e cistercensi". Al simposio, organizzato dal Museo del Cristianesimo in Slovenia si sono susseguiti nove relatori provenienti da Portogallo, Spania, Olanda, Germania e Slovenia che hanno cercato di dare delle risposte alle domande sulla vita monastica di benedettini, certosini e cistercensi che hanno influito sull'arte e in quale senso quest'ultima potrebbe essere chiamata »arte europea«, ove questo concetto sia ancora applicabile. Uno dei temi molto interessanti, su cui si è dibattuto, era anche il ruolo della Regola di san Benedetto, un testo che non aveva intenti artistici, ma era destinato agli artigiani.
 
Il prof. dr. Anton Jamnik, il vescovo ausiliare di Lubiana, ha parlato dell'identità dell'Europa, che deriva da radici cristiane. Il p. dr. Anton Nadrah, abate di Stična in pensione, ci ha parlato dell'influsso della Regola di San Benedetto sull'arte europea. La dott.ssa Annette Schäffer proveniente dalla Germania che nel comune di Hirschaiddi si occupa di musei ed eventi culturali ci ha presentato le abbazie cistercensi e benedettine, nonché i monasteri nei dintorni di Bamberg. La prof. dr. Maria Adelaide Miranda del Portogallo, professoressa straordinaria di storia dell'arte del medio evo presso il Dipartimento di storia dell'arte della Facoltà di scienze sociali e umanistiche di Lisbona, ci ha presentato l'eccezionale monastero cistercense di Santa Maria a Alcobaça, costruito quale progetto globale dell'arte e della spiritualità cistercense. Il doc. dr. Mija Oter Gorenčič, assistente di ricerca, ricercatrice per il periodo del medio evo, presso l'Istituto di storia dell'arte France Stele ZRC SAZU a Lubiana, ha parlato di profanità nell'arte medievale degli ordini riformatori in Slovenia. Silvester Gaberšček, segretario presso la Direzione per il patrimonio culturale presso il Ministero della cultura della Repubblica di Slovenia ha preparato la relazione dal titolo Cristianità nelle radici della cultura slovena. Il relatore olandese, dott. Krijn Pansters, assistente presso l'Università di Tilburg (Facoltà di teologia, Centro di studi francescani) a Utrecht e ricercatore presso l'Università Cattolica a Leuven (KU Leuven, Facoltà di teologia e studi religiosi) ha parlato di spiritualità dei certosini e delle loro contemplazioni. Zvone Pelko, architetto, fotografo, designer e presidente dell'Associazione Culturale Zgovorna tišina ha presentato il progetto Vie dei monaci della Slovenia, in corso di redazione. Da diversi anni e con i propri collaboratori è l'anima creativa della promozione spirituale e culturale del monastero certosino di Pleterje e di altri monasteri certosini non più attivi sul territorio sloveno. Il prof. dr. Miquel Tresserras Majó della Catalonia, Spania professore emerito presso l'Università di Ramon Llull di Barcellona, si occupa di ricerche sulla lingua audiovisiva e cambiamenti culturali, filosofia e film, arte visiva ed ermeneutica, ed ha presentato il suo lavoro dal titolo tradotto: È possibile avere un'arte cristiana moderna a livello di quella che si creava nelle comunità monastiche medievali e cattedrali.
 
Il simposio internazionale si è svolto a Stična ed è stata una delle attività previste nell'ambito del progetto europeo Religion in the Shaping of European Cultural Identity – RISECI (Religione nella formazione dell'identità culturale europea; www.riseci.eu) della durata di due anni al quale si è aggiunto nel 2013 il Museo del Cristianesimo in Slovenia quale co-organizzatore, e nel quale cooperano Spania, Svezia e Scozia.
 
Il progetto RISECI si basa sull'idea che per conoscere l'Europa è assolutamente necessario conoscere il suo patrimonio religioso. Al contempo questa è un'occasione per creare un nuovo dialogo nell'Europa moderna, nella quale saranno incluse le tradizioni religiose e laiche. Nel mondo globalizzato la religione ha creato una cascata dalle conseguenze inaspettate, che in diversi modi toccano la società civile. La condivisione della conoscenza è la chiave del presente progetto, nel quale cooperano università, musei, associazioni, organizzazioni culturali ed altre istituzioni, che provengono da aree di prevalente presenza anglicana, luterana e cattolica. E proprio tale diversità conferisce al progetto un tocco particolare. Come nel passato anche nel presente la religione ha un'ampia importanza per la società in senso più ampio e sotto diversi aspetti.
 
Dott. Nataša Polajnar Frelih, direttrice