Esplorare museo del cristianesimo in slovenia 

La storia del Cristianesimo in Slovenia
L’esposizione permanente sulla storia del Cristianesimo in Slovenia, che si svolge al secondo piano del Museo, è la prima, nel suo genere, in Slovenia. Essa si snoda in ordine cronologico attraverso dodici sale espositive. Il visitatore può apprendervi notizie sugli albori del Cristianesimo in queste terre nel III secolo per seguirne poi lo svolgimento attraverso 1700 anni di storia fino all’anno del Giubileo del 2000.
 
Le prime due sale si soffermano sul Cristianesimo d’epoca tardo antica ed alto medievale (secoli III - XI). Il visitatore vi viene edotto sui primordi del Cristianesimo in queste terre. Ci si sofferma in particolare sulla figura del vescovo di Ptuj (Poetovio) Vittorino, del vescovo Modesto e dei fratelli Santi Cirillo e Metodio. Fra gli oggetti spiccano una fibula originale in bronzo del secolo IV ed il facsimile dei Monumenta Frisingensia, redatti on un arco di tempo che va dal 972 al 1039.
 
Segue la sala dedicata al Medio Evo (secoli XII - XIV) ed all’impianto di un’organizzazione ecclesiale stabile in quell’intervallo temporale. Risale a quel periodo la fondazione delle prime parrocchie, l’avvio dell’opera dei primi monasteri. Al visitatore sono fornite nozioni particolareggiate sulla presenza degli ordini monastici in queste terre: Benedettini, Certosini, Cistercensi, Cavalieri di Malta, Cavalieri Teutonici, Monache Clarisse, Dominicani, Agostiniani ed altri.
 
La sala dedicata al secolo XV pone l’accento sulle invasioni turche, sulla fioritura delle città e sugli ordini mendicanti. Fra gli eventi più rilevanti che hanno contrassegnato il Cristianesimo in terra slovena in questo periodo, vanno annoverati la fondazione della diocesi di Ljubljana (1461–62) e del Capitolo Collegiale di Novo mesto (1493–94). Gli oggetti maggiormente in vista in questa sala sono gli affreschi gotici e la vetrata, opera di Janez Ljubljanski, nonché alcune opere scultorie dell’epoca.
 
Il secolo XVI si contraddistingue per l’avvento e la diffusione della Riforma e del protestantesimo e per l’impegno profuso dai predicatori protestanti a favore dell’affermazione della lingua slovena in ambito liturgico. Il visitatore potrà conoscervi i più importanti autori protestanti sloveni: Primož Trubar, Sebastjan Krelj, Adam Bohorič, Jurij Dalmatin. L’elemento espositivo di maggior spicco è dato dal facsimile della Bibbia, nella versione slovena curata da Jurij Dalmatin (1584).
 
La sala successiva ci conduce ai secoli XVI e XVII, al periodo della Controriforma e del rinnovamento della Chiesa. All’indomani del Concilio di Trento (1545–1563) si manifestarono anche in queste terre le spinte al rinnovamento della Chiesa Cattolica. Fra i protagonisti di maggior spicco del movimento vanno annoverati l’ordine dei Gesuiti e quello dei Cappuccini, attivi, all’epoca, anche in terra slovena. Fra gli oggetti di maggior interesse, esposti nella sala, è da ammirare la cosiddetta casula sacerdotale di Gabrk, risalente al Seicento.
 
La fioritura dell’arte barocca e le riforme teresiane e giuseppine sono al centro dell’esposizione nella sala successiva. Nei secoli XVII e XVIII furono edificate numerose nuove chiese, dotate di arredi in stile barocco. Le riforme giuseppine in campo ecclesiastico cattolico produssero notevoli novità: il riassetto delle diocesi, la soppressione delle devozioni popolari, l’abolizione della maggior parte dei monasteri ecc. Ai primi del secolo XVIII si estende alle nostre terre l’attività dell Monache Orsoline, alla benemerenza delle quali va ascritta l’introduzione dei primi corsi scolastici dedicati alle ragazze in ambito sloveno. Sono degne di nota, infine, in questa sala, alcune statue barocche ed il dipinto raffigurante San Nicola, opera di Valentin Metzinger.
 
La sala successiva è dedicata al secolo XIX. I due temi centrali sono le rivoluzioni del 1848 ed il Risorgimento nazionale degli sloveni. Il rimaneggiamento più profondo riguardò, in quel periodo, la diocesi di Lavant, trasformatasi in diocesi di Maribor, ad opera del vescovo Anton Martin Slomšek (1800–62). Al visitatore sono inoltre presentati alcuni altri protagonisti del risveglio nazionale sloveno, sorti dalle file cattoliche (Matija Majar–Ziljski, Anton Korošec, Janez Evangelist Krek ed altri).
 
L’ultima sala espositiva è dedicata al secolo XX e si rivolge in particolare agli accadimenti della prima e della seconda guerra mondiale, ai rivolgimenti sociali ed all’emancipazione della Repubblica di Slovenia. Fra gli oggetti più insigni, esposti in questa sala, si noti il calice per la celebrazione della prima messa di F. Dolinar, opera eseguita su disegno del più celebre architetto sloveno del Novecento, Jožef Plečnik.
 
Una sala è dedicata alla devozione popolare, che si manifesta, fra l’altro, anche nell’erezione del sepolcro divino il Venerdì di Pasqua e nei pellegrinaggi in terra sia slovena, sia straniera. Molti fedeli hanno reso omaggio alla Madonna ed ai Santi di innumerevoli ex-voto, ed hanno riportato dai pellegrinaggi, per ricordo, figure, rosari, statuine e ceri.